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ULTIMA MODIFICA PAGINA: 16-12-09

L'ape operaia

 

Api operaie su covata

E' una femmina sterile. Il numero delle operaie nell'alveare è molto elevato (50.000 - 80.000). L'operaia svolge tutti i compiti inerenti l'alveare: pulizia, costruzione cera, cura delle larve e della regina, immagazzinamento scorte, difesa e bottinatura. E' dotata di un pungiglione, con cui inietta veleno, che usa per difendere la famiglia in caso di attacco o di furto di miele. L'attività più famosa, oltreché necessaria per la produzione di miele ed anche per l'impollinazione delle piante, è la bottinatura. L'ape visita, via via che si aprono, i diversi tipi di fiori che si trovano nelle vicinanze; fino a 4 - 5 chilometri.

E' di dimensioni minori di regina e fuchi. Il totale delle operaie nell'alveare è di circa 50.000 - 80.000 individui in estate e di meno di 10.000 in inverno. E' provvista di aculeo, che usa per difendere la colonia contro aggressioni e furti di miele. Ha apparato di raccolta del polline, ghiandole faringee e ceripare. La vita media, in estate, è di circa un mese e si suddivide in due periodi. Nei primi 16 - 20 giorni l'attività svolta è quella di ape di casa. In ordine cronologico svolge lavori di pulizia delle celle, riscaldamento della covata, alimentazione di regina e fuchi, ampliamento dei favi, immagazzinamento di miele e polline, ventilazione delle celle, difesa e protezione dell'alveare. Nel secondo periodo di 7 - 10 giorni, l'attività è quella di raccolta sui campi di nettare, polline, propoli ed acqua.
L'operaia nata in autunno ha invece una vita di circa 3 - 6 mesi, poiché deve svernare. Deve cioè "traghettare" la famiglia ad una nuova stagione propizia, attraverso il glomere (una sorta di gomitolo di api) che mantiene una temperatura interna di circa 30°C.

Disegno schematico di ape operaia
Disegno copiato ed elaborato dal testo "Zoologia" - Storer, Usinger, Stebbins, Nybakken - Ed. Zanichelli.

L'ape bottinatrice ha un apparato lambente, è cioè incapace di forare la scorza della frutta. Raccoglie per suzione dai fiori, il nettare. Lo deposita nella borsa mielaria dove subisce una trasformazione in una soluzione carboidratica sciropposa: il miele. A questo punto lo rigurgita alle api di casa che lo arricchiscono ulteriormente di enzimi e lo sistemano nelle celle. Oltre il nettare raccoglie anche il polline, che resta "intrappolato" nei fitti peli di rivestimento del corpo e quindi spazzolato (con le prime due paia di zampe dotate di spazzole) e raccolto nelle cestelle (parte dell'ultimo paio di zampe trasformato per tale scopo). Il polline viene quindi riversato direttamente nelle celle dei favi, ed è fondamentale per il nutrimento della covata e per la produzione di pappa reale fornendo il principale apporto proteico. Altro prodotto raccolto è il propoli, direttamente sottratto alle gemme ed ascelle delle foglie di alcune piante, trasportato nelle cestelle ed usato come mastice per otturare fori o fessure, per fissare i favi, per verniciarli poiché ha proprietà antisettiche, per ricoprire i corpi dei nemici troppo grandi per essere trasportati fuori l'alveare.
Le ali sono sottili e delicate, le anteriori più grandi delle posteriori ed a queste connesse mediante sottili uncini. Possono compiere fino a 400 battiti al secondo. Le operaie sono perciò molto veloci e possono volare fino a 13 km di distanza.
L'apparato boccale è adatto a lambire e succhiare ma non a masticare, è presente una ligula contrattile che addossata ad altre strutture dell'apparato forma un canale di suzione.
L'aculeo ì un ovodepositore trasformato, formato da una guaina, da un dardo costituito da due stiletti dentellati che, allorché inseriti in tessuti elastici come quelli dell'uomo, vengono trattenuti nella ferita. Questa struttura è connessa ad un sacco del veleno alimentato da una ghiandola acida ed una ghiandola alcalina, il cui secreto viene miscelato durante la puntura. Fra i componenti del veleno vi sono istamina, melittina, fosfolipasi A, ialuronidasi ed apamina. Inoltre, durante la puntura, al veleno si mescola un feromone di allarme che ha la funzione di attirare altre operaie. L'ape muore un paio di giorni dopo la puntura poiché tutto l'apparato del veleno ed altre parti adiacenti vengono strappate durante la puntura stessa.
Le antenne contengono numerose fossette olfattive, fino a 2400 nell'operaia nonché numerosi peli tattili (circa 7000).
Gli occhi composti sono formati da 6300 ommatidi, gli occhi semplici da 3 ocelli.

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LINK DI QUESTA SEZIONE

L'ape: sommario di questa sezione.

La regina: una panoramica sull'individuo che è il nucleo riproduttivo dell'alveare.

L'operaia: le api che gestiscono l'alveare, i loro compiti e come sono suddivisi.

Il fuco: il maschio dell'ape.

 

 

 

 

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